Vi invito a visionare i seguenti video creativi selezionati da Paolo Iabichino nel panel “Creative Bomb!” con lo scopo di innescare la bomba di una creatività possibile, dove a contare sono solo le buone idee.

Dimenticate i motori di ricerca e l’ansia di essere sempre in testa, perchè “essere in testa nei motori di ricerca non significa essere nella testa dei viaggiatori” e “nell’algoritmo non c’è un idea” e soprattutto “non c’è una storia”. L’auspicio è dare un nuovo primato a quella creatività che deve circolare liberamente, e non restare appannaggio solo di alcune figure specializzate; sganciarsi per un momento anche da “dati trimestrali e profitti”, perchè è possibile scegliere una comunicazione sana e creativa e al tempo stesso fare del profitto; evitare una volta per tutte il tranello della differenza tra online e offline.

Proprio a sottolineare quest’ultimo concetto, l’evento si apre con una “fiammeggiante” trasformazione della scritta “online” all’interno del logo BTO in “offline”: una provocazione argomentata, perchè seguita dalla presentazione di una serie di idee originali, brillanti e non di rado a basso budget, per una promozione turistica che padroneggia perfettamente le nuove tecnologie, ma solo per muoversi con intelligenza nel mondo offline: perchè le emozioni quotidiane del viaggiatore, ma anche del cittadino e del passante curioso, vengono risvegliate semplicemente da buone idee, sia che siano diffuse nella dimensione digitale, sia che le si incontri in una strada o in una piazza “fisica”.

 

“KEEP PLAYING” CASINO’ DI VENEZIA:

Si parte con uno dei due spot italiani scelti da Iabichino (gli altri sono tutti stranieri e molti di essi, volutamente, rappresentano una vera e propria sfida all’idea che per fare una campagna efficace si debba partire da un budget faraonico). Keep Playing si basa su un’installazione che trasforma due nastri trasportatori, di quelli destinati ad accogliere i bagagli all’aeroporto, in grandi roulette: una campagna di AdmCom selezionata ai Best Ads Global Awards, vincitrice di numerosi premi in tutto il mondo (Cannes, London International Awards, Adci Awards, Press & Outdoor Key Award). Il punto di partenza, fa notare Iabicus, è un dato di fatto semplice ma essenziale: i turisti in arrivo al Marco Polo non sanno dell’esistenza del casinò. Keep Playing li informa dell’attrattiva agendo direttamente sul luogo fisico del loro arrivo.

 

BASILICATA DIGITAL DIARY:

L’altro caso italiano è Digital Diary (di cui si è parlato in vari panel del BTO, come Tra cecchini miopi e buone idee La finestra di Johari sul turismo: ask & tell, di cui parleremo a breve): anche solo guardando questo “teaser” che sintetizza il format (genuinamente 2.0, a partire dal meccanismo che vede i sette giovani artisti autopromuoversi e al tempo stesso promuovere il territorio nei rispettivi paesi di provenienza) ci si rende conto di come il progetto semini a  chilometri di distanza molte campagne istituzionali che abbiamo visto sinora; ecco un modo, sottolinea Iabichino, per “uscire fuori dalle cartoline“. A partire dal linguaggio (contemporaneo nell’uso del time lapse e del ralenti; dallo sguardo totalmente personale, soggettivo, dove i “fuori scena” vengono valorizzati come parte del filmato finale, essenza stessa dell’esperienza di scoperta del territorio; la colonna sonora, un tema elettroacustico dolce e insinuante, è di un musicista della Louisiana, Reid Willis, che si autopromuove a sua volta in rete).

 

MACHINE A VOYAGER:

In tema di creazione di “oggetti sociali che generano conversazione” un altro esempio viene dalla Voyages SNCF – già conosciuta per le strepitose accoglienze personalizzate ai viaggiatori in arrivo e in partenza, sorta di flash mob perfettamente tematizzati con i gusti e le passioni personali dei clienti: l’ascoltatrice di metal viene catturata da una band, il cinefilo che ama i film di arti marziali si trova stretto tra due plotoni di ninja che combattono per averlo come maestro: è Bienvenue au revoir, del 2010.
Per Iabichino la pratica di pubblicizzarsi fuori dalla rete, nelle piazze di tre città, vince grazie a un’iniziativa semplice ma piena di attrattiva: “Further than you imagined” premia il coraggioso che si avvicinerà al misterioso cubo nero e spingerà il bottone rosso (si lavora sull’immaginario sci-fi e si gioca con la suspence della reazione a catena tradizionalmente innescata dal premere un pulsante misterioso) svelando la sua vera natura di Machine à voyager che soddisf a il desiderio di una fuga felice in un altro posto del mondo.

 

SAVE THE BEACH, RECUPERANDO LA SPAZZATURA:

Avete mai preso in considerazione quante cose si possono fare con la spazzatura? A ricordarlo, e a porre l’accento sulla necessità di un turismo sostenibile ed ecocompatibile, c’è il progetto Save the Beach, sponsorizzato da Corona e in progress, esportabile in varie zone del mondo. L’impatto mediatico è enorme, le tv di tutto il mondo mostrano le immagini del Garbage Hotel interamente fatto di rifiuti, immagini che scatenano prima curiosità – grazie anche all’appoggio dato alla causa da alcuni vip e dal nome di HA Schult, artista tedesco attivo dagli anni ’70, ambientalista, che ha sempre lavorato con gli scarti, chiamato in qualità di “garbage designer” – poi riflessione: forse il Garbage Hotel non venderà stanze, ma avrà contribuito a sensibilizzare i turisti sul rispetto dell’ecosistema.

 

HOTEL PULITI?

Quanto all’importanza dello scegliere coscienziosamente l’hotel prima di partire, un video affronta il tema della pulizia in una chiave comico/scatologica: assistiamo agli sforzi di una cameriera, al lavoro sul wc della stanza che ci attende, per poi scoprire alla fine del filmato qual’è l’oggetto che ha utilizzato per scartavetrare le pareti del wc…

 

PARETI URBANE:

A proposito di pareti (urbane, stavolta) c’è un’iniziativa che “scrive” direttamente sui muri degli Stati Uniti per promuovere la destinazione Canada: il tutto in tempo reale. Ecco un modo per avvalersi delle nuove tecnologie, portandole però tra le persone anche quando queste non sono connesse. La Tourism Commission canadese ha infatti allestito alcune installazioni da parete a New York, Chicago e Los Angeles come finestre interattive aperte su tutto quanto proviene dai viaggiatori che si trovano in Canada: tweets, video, foto. L’installazione consente insomma anche al passante più distratto di scoprire in real time storie ed esperienze di viaggio “non filtrate”: un grande diario di viaggio collettivo, fatto tutto di user generated content.

http://www.youtube.com/watch?v=HypOO2Tqs2o&feature=player_embedded

 

LIMITI AL BUDGET NON ALLA CREATIVITA’:

Infine, il caso forse più eclatante e sorprendente, l’esempio di un approccio alla comunicazione che ci ha fatto lasciare la Hall #1 con una sensazione di calore: è davvero possibile comunicare in modo intelligente una destinazione, e alcuni paesi, malgrado le poverissime risorse e i mezzi limitati, sono riusciti a farlo con sensibilità artigianale: è il caso di una campagna creata per una piccola regione indiana che in epoca di mastodontiche post-produzioni, effetti in CG, motion capture e quant’altro, punta su una bidimensionalità dove il 3D resta dietro le quinte: l’abilità manuale di chi ha interpretato emozioni, favole e atmosfere di uno spot realizzato interamente con le ombre cinesi.

 

A voi le considerazioni….

La redazione dei testi e la ricerca e condivisione dei video qui riportati sono frutto del lavoro della redazione di Ghnet dal Bto di Firenze. Grazie.